Storia della Bellezza - 2

La depilazione nella storia

 

L’abitudine di eliminare i peli superflui, per le donne, è stato un obiettivo importante anche in antichità.

Nell’antico Egitto, ad esempio, il corpo femminile doveva esprimere bellezza e purezza e quindi essere liscio e depilato, ad eccezione dell’acconciatura. Tuttavia, le donne più eleganti utilizzavano spesso una parrucca di capelli umani ed era il risultato di una doppia rasatura: quella della “ricevente” e quelle delle “donatrici”. Il taglio più diffuso prevedeva una divisa nel mezzo, sulla sommità della quale veniva posto un cono aromatico, piuttosto ingombrante, che si scioglieva con il calore e inondava progressivamente i capelli di profumo. Per il pube, invece, era adottato un composto di resina che strappava rapidamente i peli con un metodo non troppo diverso dalla ceretta.

Nella Grecia classica, l’avere troppi peli in eccesso era un’aberrazione tipica dei ceti più bassi, e questa percezione era del resto ben nota anche nell’antica Roma, dove la delicata operazione di rimozione del pelo era affidato a pinzette ad hoc.

Con il tempo, sempre a Roma, si diffusero altri pratiche depilatorie, introdotte della schiave della parte orientale dell’Impero dove, in qualche caso, la depilazione era prescritta per legge. Il sistema più diffuso era quello di un potente impacco caldo di calce e trisolfuro di arsenico che, sicuramente, faceva sparire gli inguardabili peli pubici, ma rischiava di avvelenare lentamente il corpo.

In Giappone, fino a tempi recenti, era abitudine abradere il corpo con la pelle essiccata dei pescecani che, come carta vetrata, polverizzavano il pelo. Un rimedio certo grossolano, ma che aveva il vantaggio di effettuare uno straordinario scrub levigante.

Qualche idea era efficace e interessante e andava solo messa a punto. Se vuoi saperne di più su come liberarti dai peli superflui, anche quelli più antichi, chiedi consiglio al centro Overclass di Rho: vedrai che, insieme, la spuntiamo…