La bellezza maschile nell'antichità

Storia della bellezza - 3 

Nel mondo contemporaneo, la cura del corpo e della bellezza è in genere immaginata come destinata al genere femminile. In passato, tuttavia, era il maschio ad avere la maggiore attenzione per la bellezza esteriore.

Nell’antico Egitto, ad esempio, i nobili maschi si lavavano fino a quattro volte al giorno ed esisteva addirittura una carica ufficiale che vigilava sul corretto funzionamento dei servizi nella camera da bagno. Secondo la concezione degli antichi Egizi, il corpo era la casa immortale dell'anima ed era quindi da curare attentamente, in modo da preservarlo al meglio per affrontare l’aldilà e l'eternità. All’epoca di Cleopatra, per la cura dell’epidermide e per esaltare la purezza del corpo maschile, l’uso di argilla e latte divenne quasi maniacale.

In Grecia, gli uomini erano soliti frequentare terme. Per lavarsi, utilizzavano una miscele di cenere e argilla – già nota nel periodo egizio - che, a contatto con l’acqua, diventava schiumosa e detergente, simile agli odierni shampoo. Per rendere la pelle morbida e lucida, era frequente l’utilizzo di olio di oliva, aromatizzato con le rose, il nardo (forse una specie di lavanda), l'iris, la maggiorana e le mandorle amare.

Anche a Roma, i maschi frequentava costantemente le terme pubbliche, si depilavano e si cospargevano di creme e unguenti. In epoca romana cominciò a prendere piede il costume dell'odierno “riporto”, che mirava a nascondere coprire la caduta di capelli, percepite dagli uomini come segno di perdita di virilità e forza. Non tutti i trattamenti antichi sono ancora funzionali oggi. L’attuale moda dei capelli tagliati cortissimi per i maschi, ad esempio, ci ha emancipato dalla pericolosa minaccia dei “riporti” (e, cari uomini, vi amiamo anche così, pelati).

Per la vostra bellezza, invece, potete sempre fare qualcosa di meglio: ad esempio, consultate il centro Overclass di Rho e scoprire quali sono in trattamenti speciali dedicati anche ai maschi.